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La scelta degli spettacoli
presentati in occasione del festival mozartiano offre un panorama di grande
impegno musicale e drammaturgico che abbraccia tutta l’attività
dell’autore.
All’età di quindici anni, durante il viaggio in Italia, Mozart
fu conquistato dall’imperante mondo della classicità che,
attraverso Cicerone e Metastasio, gli offrì spunto per comporre
Il sogno di Scipione. Si tratta di un’opera di grande interesse
filologico, basta pensare che i due personaggi allegorici della Fortuna
e della Costanza ripercorrono drammaturgicamente e musicalmente l’antica
arte della “suasoria” degli oratori latini. Conferisce, poi,
grande effetto scenico alla trama, tipico del teatro e delle macchinerie
barocche, il mondo delle anime degli uomini illustri.
Dieci anni dopo con Il ratto dal serraglio Mozart si impadronisce del
mondo delle “turcherie” a cui conferisce il languore degli
amori dei servi e padroni contrastato dalla presenza del custode Osmino.
Raffinato gioco di arabeschi che ricordano il sottile gioco delle figure
da paravento, tanto care al mondo Settecentesco.
Con Don Giovanni (1787) l’autore affronta il grande tema dell’erotismo
già trattato ne Le nozze di Figaro, in precedenza, e che culminerà
in Così fan tutte, tre opere che vedono in veste di librettista
Lorenzo Da Ponte. Il mondo rappresentato dal protagonista assurge qui
a metafora in cui è tratteggiata una società in disfacimento
sul punto di scomparire su cui si innalza, come una divinità pagana,
cinica e crudele, la figura del protagonista.
Con Il flauto magico (1791) si chiude la produzione mozartiana. In questo
ultimo capolavoro l’argomento è quello di un dramma di carattere
spirituale sullo sfondo di un Oriente estremamente fantasioso che spazia
dal Giappone all’Egitto. A questo si aggiunga la serie di simboli
legati alle prove iniziatiche, alle figure sacerdotali, ai loro riti e
ai singoli protagonisti, in particolare ai personaggi della Regina della
Notte e di Sarastro; da ultimo il flauto dorato del titolo e i campanelli
di Papageno.
Simboli, allegorie e metafore sono termini che ritornano in ciascuna delle
opere analizzate. Quali interpreti migliori delle marionette per affrontare
le tematiche presentate dall’autore: quello degli attori di legno
è un mondo raffinato, poetico e popolare al contempo, che recupera
nei suoi meccanismi e nelle sue macchinerie il senso della meraviglia
e dell’incanto.
Le sei compagnie chiamate a interpretare le opere di Mozart rappresentano
il gotha nel panorama internazionale del teatro di animazione di differente
tradizione e storia.
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